sabato, novembre 20, 2004
...è così difficile starmi accanto?...
postato da: alkar alle ore 17:51 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, novembre 17, 2004

ti adoro piccola... ti mando un abbraccio. t penso sempre anche se non mi faccio molto viva.

baci! (K)(K)(K)(K)...

postato da: PiCcOLa.TeNeRa.e.RocCkEtTaRa alle ore 15:23 | Permalink | commenti (1)
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martedì, novembre 16, 2004

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E le labbra di Silvia erano il mio cuore che restava dentro una forma più grande di cuore meravigliato per sempre nella luce che cambiava del film solo il colore del volto che diventava sapore respiro per la prima volta ella mia vita che non era più mio ma di tutti e due lo stesso respiro era ritmo profondo.


Nella sala del cinema non c’era David Bowie non c’era più io o tu finalmente nulla soltanto respiro come nella vacanza più lunga della mia vira come in tutto quello che non avevo ancora vissuto continuando a discendere dentro di me nel rumore dell’acqua che scorreva tantissimi secoli prima, come un gigante di acqua che si scioglie in un pianeta che c’era da sempre accanto silenzioso si confonde con quello ogni linea e diventa montagna luna e mare e case videogiochi cassette macchine da scrivere tubetti di Smarties aperti.


Come un punto che inizia a vibrare nello spazio nel tempo cambiando assumendo dimensioni che diventa linea e spazio e moltitudine di spazi che si intersecano tra di loro e si moltiplicano a dismisura come galassie piccole, piccole.

 

Nel silenzio di tutto quello che non era nel mondo delle labbra di Silvia più grande del mondo che fuori continuava a correre dove nessuno l’aveva capito mai senza fermarsi vuoto e orribile da vedersi da pensare.

 

Sentivo i denti di Silvia che scoprivo come delle montagne ogni millimetro dove io ero piccolo uno scalatore che le scopriva con la lingua lontano anni luce dal vuoto mostruoso del pensiero di fuori.

 

Allora dentro di me c’era il profumo l’odore senza passato futuro presente le onde che diventavano grandi del fiato che passava attraverso di noi che non c’eravamo più e io che ero soltanto fiato che entrava nel batticuore che incominciava a scandire i secondi del bacio che diventavano mesi.


Allora c’erano tantissimi mondi si formavano uno dietro l’altro per rinascere subito dopo trascinati altrove dalla saliva di Silvia che assieme a loro mi trascinava a occhi chiusi nel cinema, abbracciandola dentro la sentivo vicina per un istante come non avevo sentito nessuno mai.


Come quando ero piccolissimo quando ero un neonato che non sa niente del mondo lo scopre ogni secondo e tocca il tavolo e sente questo è tavolo pensa questo legno impara le venature delle cose le superfici da toccare del mondo la consistenza della plastica la morbidezza della lana la presenza impalpabile dell’aria, quando ancora devi conoscere tutto, quando ancora non ti hanno detto che tutto è già stato fatto.


O come quando prima di morire forse da capo allo stesso modo risenti per l’ultima volta le cose che ti circondano e vedi i pezzi di mondo che ti rimangono attorno e te ne riempi, come fosse la prima volta, come un gioco.


Poi basta. Ci siamo guardati per un attimo. Ero pieno di mondo. Non avevo parole.


- Amore Mio Infinito - Aldo Nove -

(PRIMO BACIO, 1987 pag.130 e poi)








postato da: alkar alle ore 22:07 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 15, 2004

h 18.26

Morire è come se un disco si incanta per sempre.

E piano piano diventa più forte entra nelle case della città tutti smettono di fare le trenette smettono di aprire il solaio e insomma quello che stava facendo paralizzati da un rumore che non cambia mai. È un rumore che sento la notte, certe volte.

Tutto rimane uguale.

Allora, tu sei morto.

Morire è sapere che le cose esistono, e restano appoggiate da qualche parte: un asciugacapelli, la borsa dell’acqua.

Io da piccolo avevo un libro.

Si chiama Dimmi perché.

In copertina c’era la faccia di un bambino con gli occhiali da scienziato e dentro ogni pagina tre domande sulle cose varie spiegate ai bambini. Tutte le domande erano normali, tranne una. Diceva: ma quando noi usciamo di casa le cose rimangono ferme? In basso in blu, la risposta: Si, le cose non si muovono se non c’è qualcuno che le sposta. A fianco il disegno di un bambino che guardava dal buco della serratura, per vedere se il frigorifero restava fermo.

Quello, era la morte.

E allora osservi

gli altri giocare
è un gioco strano

devi imparare.

E.Bennato.

- Amore mio infinito - Aldo Nove -


postato da: alkar alle ore 18:26 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, novembre 12, 2004
..::And.All.I.Want.Is.To.Rock.Your.Soul::..
postato da: alkar alle ore 00:13 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, novembre 03, 2004
...ho voglia di dirti Grazie, stasera...e te lo direi. Già...

@}-,--'---- non sarà il tuo, ma...non riesco a postare immagini qui, dannato piccì...<.<"...

i miei pensieri per Te...stasera è così.












postato da: alkar alle ore 23:44 | Permalink | commenti (4)
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