Che dire…un paio di giornate decisamente da segnare sul calendario.
In primis: la prima uscita con almeno una parte della classe. Da parte mia…mancava Qlq, ma va bene dai..ci saranno altre occasioni. Ovviamente [fintamente] scolastiche. Sembravamo la Scooby-Gang in missione, mannaggia a noi…piacevolissima giornata comunque…e nottata.
Secondo: per una volta che espongo un problema ad una persona..in modo educato e tutt’altro che agitato…questa mi elegge improvvisamente a mito personale e se la prende a tal punto da piangere.
Interessante reazione.
Io non le ho mai nascosto la mia avversione al suo carattere. Già una volta glielo dissi: tu da una parte, io dall’altra, e andrà tutto bene. Non ho mai illuso per una eventuale e remota amicizia e non ho mai insultato. Ora…forse ieri ero troppo stanca per resistere alla tentazione di risponderle. O forse le parole di Elena mi sono arrivate molto di più di quanto non avessi ancora metabolizzato coscientemente. Personalità. Io l’ho volutamente esclusa dalla mia storia, quella che non riuscivo a finire. E lei lo sa perfettamente. Ed io ho perfettamente fatto una cazzata. L’ho sempre saputo. E forse è veramente ora di scavare un po’ di più…la mia fossa anche. Non sarebbe un problema, se portasse a qualcosa di un po’ più…profondo. E mentre io rifletto su queste cose…sulle parole, che mi arrivano come cazzotti ma che ho sempre voluto sentire e non per spirito masochistico, ma perché sono giuste, servono, mentre ascolto…una persona che si fa i cazzi suoi e che canticchia ascoltando il walkman e che si alza, va a prendere un libro in biblioteca facendo si che Elena interrompa il discorso per dirle di chiedere la porta e che poi ritorna dalla biblio ed Elena deve nuovamente interrompere il discorso per ridirle di richiudere quella stramaledetta cazzo di porta che lascia sempre aperta…
Mentre sto concentrata su una cosa che mi interessa…NON sopporto che qualcosa distragga…e mi distragga. E non una…due…tre…quattro….non cinque volte, ma molto di più. Tutte le volte.
Non me ne frega un cazzo se a te non importa…se hai deciso che quello che interessa a me, a te proprio non piace…non importa se te ne strasbatti di tutto..ma quando te ne sbatti pure di noi, e anzi, di Me…e ti permetti egoisticamente di rompere i coglioni alla sottoscritta [perché sono educata e non mi piace parlare per gli altri, ma credete, il discorso non cambia di molto…]…allora, allora le cose cambiano un po’.
E qui le lacrime…quell’espressione da tenero…cucciolo…bastonato senza motivo...no, non ti si addice proprio. “ti pare niente quel che mi dici…?…io ti stimo come persona ma…ti pare niente?!…no ma tu cosa ne sai…magari a me non importa quello che dice e preferisco portarmi avanti con altra roba…”…beh sai…quasi tutti gli altri stavano lavorando per Beppe, mentre parlava, come sempre, ma intanto ascoltano…in rispettoso silenzio. Come è giusto che sia. Anche se “non te ne frega”. “tu non sai come sono…sono ipersensibile io…”. Ma vaffanculo. Anche io lo sono…e se non piango per una cosa così, non vuol dire di no. A me spaccano dentro le parole di Elena, ma non mi metto a piangere…anche se fa male. Un male cane. Non piango, non c’è n’è bisogno… ma penso e rifletto e non DEVE essermi impedito da una che se ne sbatte. Se non altro per rispetto di una persona con decisamente più esperienza. Ovviamente parlo dell’insegnante.
”io faccio sempre la cosa sbagliata vero..??sono l’unica che si comporta così???non lo faccio più, è questo che vuoi sentirti dire?!?”…eh no bella. Io non voglio proprio sentirmi dire niente da nessuno. Proprio no, non sono lì per quello. Ma sono lì per imparare qualcosa, anche a non farmi distrarre da te. E non sei l’unica. Ma gli altri non mi rompono i coglioni.
Ma…infondo ho smesso presto di addurre elementi per la discussione e se non fosse stata troppo impegnata a far la vittima a cui io, brutta cattiva, ho distrutto un intero mondo, si sarebbe anche accorta che una reazione del genere non me l’aspettavo e che mi tremavano abbastanza le mani. Tentando di mantenere un controllo che nelle discussione di solito non è mio.
”ma ti senti come parli…???”
“si, e mi piace.” Secco e deciso.
E forse era meglio se i due Luca stavan zitti perché m’è salito il nervoso e decisamente hai fatto bene ad uscire da quella porta. O sul serio ti avrei distrutto con qualche altra parola.
Eppure non hai capito un cazzo di quel che dicevo. Nemmeno hai ascoltato poiché da metà in poi, vista la tua inaspettata reazione, l’ho voltata in consiglio…ti ho detto di pensare. Vedremo se l’hai fatto per meditare una vendetta atroce o cos’altro.
Ripeto: libera di pensarla come vuoi e di non ascoltare quello che non ti interessa. Ma vedi di non rompermi i coglioni, hai sbagliato persona.
Ok, ho finito. Volevo schiarirmi le idee sulla discussione. E si, confermo. Mi è piaciuto da morire come ho parlato. Avrei voluto filmare la cosa. Peccato.
Cambiando discorso…ora che ti devo una suonata…hai un motivo in più per venire a trovarmi, no?
Magari non chiamarmi per raggiungerti a Brescia davanti ad una villa strana che non esiste…ok?o.ò…
Au Revoir…

