27/28 MAGGIO 2006 – 24H FUMETTO NO-STOP!
E’ finita. Andata. Una grande 24 ore direi.Un po’ perché è la mia prima(se ce ne saranno altre).
Qualche informazione di rito:
organizzata da Lo Spazio Bianco, la Scuola del Fumetto di Milano e in collaborazione con Amnesty International. Durante queste ventiquattro ore si sono sviluppate delle storie che dovevano attenersi ai due temi proposti da Amnesty: gli Invisibili, i bambini immigrati rinchiusi nei centri di prima accoglienza, e la Violenza sulle donne. Due temi che fanno parte delle campagne promosse da Amnesty. Ognuno di noi poteva scegliere uno di questi e fare quel che voleva. O quasi, ma comunque sia a interpretazione assolutamente libera. Il tutto è stato eseguito in contemporanea anche nella Scuola del Fumetto di Palermo.
Cominciano dall’inizio. C’era una volta una scuola…
E due pirla che arrivano alle 11 di mattina con la maratona che inizia alle due..

Dopo un giretto di perlustrazione, io e Luca abbiamo così deciso di andare a spendere qualche soldino alla Supergulp (che come al solito gli chiedi se han qualcosa e ti rispondono con la faccia da ebete di no. –vedi il film strange days ….-)
Tornando…ci si è ovviamente trovati in più tanti all’entrata-uscita di scuola. Stranamente già in coma. Mah…(alcuni giustificati da una festa della notte prima)


E poi verso le 13 ci si avvia al rancio pre-sfaso. E qui scatta la lampadina: ma se ci si abbuffa…poi non ci viene l’abbiocco pomeridiano?!…chissenefrega, intanto si mangia. Yeah!
Discorsetto preparatorio del direttore, dello Spazio Bianco e di un paio di ragazze rappresentanti Amnesty…e si comincia verso le 14.10.


Qualche idea c’era già, inutile mentire dai. Si parte subito a storyboardare, almeno io…c’è chi è partito subito a getto…chi s’è guardato in giro..chi ha pensato …e pensato…e pensato.
Insomma verso sera si è nel vivo della prova. Prova brevemente interrotta da una conferenza un po’ così…mah.
E cala la sera su questi intrepidi avventurieri. Le zanzare ci assalgono come bestie fameliche, ma le esalazioni di pantoni, indelebili, colori acrilici e altri materiali indecifrabili le costringono ad una veloce ritirata…quelle che sono sopravvissute. Sui banchi e nei bicchieri d’acqua i loro cadaveri si confondevano con le goccie di colore e per pura pietà e per rispetto verso le loro vite spezzate (parte la musica di Studio Aperto in sottofondo) non mi sembrava il caso di scattare delle fotografie.
La notte. Io pensavo sinceramente che fosse più dura. Sarà che per qualche strana ragione, sono arrivata sabato mattina con tosse e raffreddore e verso le 2:00 io cominciavo a respirare decentemente causa una brezza leggera e fresca che sembrava mandata dall’alto…Però si stava davvero bene. E qui è scattata la prima –e giusta- telefonata a CARLO. Che ha risposto con un tranquillo : hai chiamato tu, testa di cazzo!…così impari a non venire con noi!tiè!
Giustamente c’è stata la pausa di qualcuno giù sotto al Mai Dire Bar, ascoltata dall’alto delle nostre finestre. Un’arrampicata di Luca per entrare dal balconcino perché giù si era chiuso il portone (visto che con una piccola Tennent’s lui non ci sta già più, bastava suonare il campanello…).
Una pausa di cui qualcuno, alle 4:00 porta ancora i segni indelebili sul viso:
E qui è scattata la seconda telefonata a Carlo: nessuna risposta ma si è ri-svegliato per chiuderci il telefono in faccia! …muahhahahah.
Si comincia ad essere stanchini…però le storie procedono. E procedono bene.
Ogni tanto qualche incursione. Più che altro in tarda serata prima della mezza. Qualche professore e fumettista. Gentaglia esterna poca.
Nella notte sorgono i dubbi
…c’è chi è nel pieno del lavoro…

…chi si dedica ad altre attività
(leggasi come battuta…)…e la nostra Guida Infernale, il nostro Virgilio, combatte con la follia che aleggia nella scuola…
H 6:00 circa l’alba. 
I sopravvissuti cercano di tirarsi fuori dai loro pensieri e di cavarci fuori l’ultimo sprint.
Si è un po’ spento l’entusiasmo euforico ma si ride ancora e si sta tutto sommato bene.
La colazione arriva alle 10…un po’ tardino eh…ci si è già pure arrangiati da soli.
Io ho finito alle 7:30 di domenica mattina.
Tra un respiro normale e uno agonizzante, coi pantoni che mi aprivano i polmoni, ma ce l’ho fatta.
Ora vedremo.
Non tutti hanno portato a termine la storia, ma credo ne sia valsa la pena provare a fare questa cosa. Per tutti e per tutto.
E’ stata una bellissima esperienza. Ha portato a chiacchierate più o meno lunghe con gente che nemmeno si conosce, qualche appunto visivo rubato qua e là…ottime prove.
Qualche conferma di incompatibilità di carattere con altri, ma la consapevolezza che il loro operato è degno di nota.
Qualche cosa di cui probabilmente me ne accorgerò più avanti.
Qualcosa che ti rimane dentro e ti porterai dietro come un piccolo fagotto sempre lì.
Utile, molto ultile.
Sono contenta. Distrutta, ma contenta.
Alla prossima…?
grazie raga...
ps: altre imput:


