giovedì, agosto 24, 2006

beh..un poco di pubblicità per chi fosse interessato...U_U...

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...

Ro...grazie.

e un grazie anche a Imogene che mi ha accolta tra le Geishe..+____+..a presto il link!...


postato da: alkar alle ore 14:00 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, agosto 09, 2006

Non sto scrivendo sul pc

Non sto scrivendo sul cellulare

E non sto parlando con qualcuno.

Un pezzo di carta ed una biro. È l’unico contatto fisico che ho e che forse mi sono cercata.

Io non volevo arrivare a questo punto.

Non ho la minima idea di chi chiamare se volessi anche solo scambiare quattro chiacchiere.

Sono nervosa.

Sono paranoica.

Sono insicura.

Sono possessiva.

Sono prepotente.

Sono impulsiva a parole.

Sono troppo flessiva coi fatti.

Sono permalosa.

E potrei scrivere anche una lista di qualità positive, e questo mio difetto non so come definirlo.

Pensavo di compilare una lista di “ho bisogno di” per facilitarmi le cose. A me. Io ora sto parlando con me.

E con chi se no…

Ora come ora vorrei scrivere una canzone.

Il problema è che vorrei scriverla per qualcuno. Con qualcosa di bello da dire. Una canzone che valga la pena di essere ascoltata.

Qualcosa da ascoltare. Non qualcosa da dire.

Da ascoltare. Che è diverso. Molto.

Implica almeno un fattore B che si relazioni al fattore A.
A dice/scrive e B ascolta.

Non credo sia colpa di nessuno in particolare.

Beh. Mia di sicuro. Questo è fuori discussione.

Si deve essere almeno in due per avere un rapporto. E in questo caso uno dei due sono per forza io.

E per troncarlo/smetterlo/terminarlo/finirlo, sembra strano, ma ne basta uno solo.

L’equazione, se fosse un’eguaglianza, non tornerebbe.

E un amicizia, infondo, dovrebbe essere un’eguaglianza.

Visto che al 99,9%, questo non accade, il fatto che da due per fare si passi a uno per disfare, non dovrebbe turbarmi.

Non dovrebbe.

Però nella lista di prima ho tralasciato quella parte di me non indifferente votata al masochismo.

E questa parte chiede a gran voce delle spiegazioni in merito. Ma sempre per la disuguaglianza di prima, quella mia parte le chiede semplicemente all’altra mia parte.

Quella paziente. E quella paziente, più tenta di rispondere, più si assottiglia. E più si assottiglia , più l’altra prende il sopravvento e si fondono.

Ed allora nacque l’apatia.

Ed apatia fu! Esclama la mia parte ironica.

Ma si stanca presto anche quella e c’è solo apatia.

Si sta anche stancando di essere nominata.

Fuori piove. E dentro anche.

Vorrei fumare, ma non sono una fumatrice.

Peccato.

Oggi ho preso un costume da bagno e un affarino da attaccare al cellulare. A forma di orso.

Ultimamente mi sono accorta di avere molte affinità con questo animale. A parte che io d’inverno non dormo.

Però effettivamente ci somiglio molto.

Me lo tatuo? Si me lo tatuo.

Terza pagina.

E cosa ho risolto?

Io sono qui ancora seduta a scrivere su un pezzo di carta.

Che tra l’altro si sta imbarcando.

Ho raccontato storie.

Le ho raccontate a me. E le ho raccontate a qualcun altro.

Devo ammettere che le seconde erano migliori.

Mi sento abbastanza stupida.

Lo sono? Io alla fine posso dirmi qualsiasi cosa.

Se dico si, lo sono. Se dico no, non lo sono.

Facile, però. Molto. Comodo, aggiungerei.

E il bello è che, c’è qualcuno che mi dica il contrario?

Ora, supponendo che la domanda sia invece:

io sono viva?

Se dico si, lo sono. Se dico no, non lo sono.

E reggerebbero entrambe le risposte. Wow.

Mi sento sempre più idiota.

Posso andare avanti ancora per un bel po’.

E posso fermarmi.

Ora mi cadrà la penna e allora mi fermerò.

E la fine fu! Esclama la mia parte intelligente.

(scritto durante la visione frammentaria ma esaustiva di I Tenembaum. Bello)

 

postato da: alkar alle ore 01:23 | Permalink | commenti (1)
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